Qualche cenno sull'argomento:

Giannutri

L’’isola di Giannutri, vicina a quella del Giglio, è la più meridionale dell’Arcipelago Toscano. Le sue dimensioni sono poco più inferiori a tre chilometri e la sua larghezza non supera i 500 metri. La costa frastagliata e rocciosa ospita grotte e splendide spiagge.
L’isola, caratterizzata da una fauna rigogliosa e di notevole importanza, è oasi di sosta per gli uccelli durante le migrazioni.
L’isola vide il suo massimo splendore in epoca romana con la realizzazione del piccolo porticciolo. Giannutri fu conosciuta con diversi nomi: i greci la soprannominavano Artemisia, mentre i Romani, Dianini. L’origine di questi nomi è da ricondurre alla forma a mezzaluna che gli antichi attribuivano ad Artemide e Diana.
Dopo la florida età romana, Giannutri si trovò di fatto disabitata per molti secoli poiché, essendo situata in mare aperto e avendo un territorio quasi piatto, non offriva rifugi naturali in caso di incursione piratesche.
Nel 500 l’isola entrò a far parte dello Stato dei Presidi. Per molto tempo gli Spagnoli cercarono un sistema per lo sviluppo cittadino, ma il loro tentativo fallì e l’isola rimase disabitata per secoli.
All’inizio dell’800 fu realizzato dai Francesi il Forte della Scopera, di cui oggi, purtroppo, non ne resta testimonianza alcuna. Nel 1861 fu costruito il Faro di Capel Rosso, tutt’oggi visibile. Sono altresì visibili i resti di una villa romana costruita nel II secolo d.C. e del porto romano.
Tutta l’area di Giannutri è protetta dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è sito di interesse regionale.